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Mutsùna

“… il costume da bagno che portavo aveva il colore del cielo. Il sole mi bagnava. Pestavo il suolo, mescolato con sabbia bionda e piccoli pezzettini brillanti di smeriglio tra le rotaie arrugginite dei vagonetti della ferrovia aerea…
All’ estremità di Megali Skala, erano tutti affollati insieme. Le loro figure oscurate dalla luce, quasi immateriali, ma tutti gioiosi e sorridenti. Ed indietro il mare…
immenso, cristallino, azzurro, con le piccole isolette emerse sul fondo dell’orizzonte.
Guardavano verso di me ed aspettavano. Mi sono messa a correre ed acceleravo il passo, mi sentivo volare. Nessun ostacolo. La gente si è fatta da parte. Con un salto nell’ aria mi lanciai lontano e mi gettai con la testa nelle acque paradisaiche…
Mi svegliarono le carezze e i bacci di mia mama che mi diceva che avevo superato gli esami di ammissione al Politecnico….”    
Matina Margariti, “La Mutsuna dei miei sogni”.  

Lo scalo di Apiranthos

Il paese di Mutsuna è legato alla storia dello smiriglio nel 20° secolo. Il suo porto era il centro di imbarco di smeriglio, negli anni specie della Seconda Guerra Mondiale quando lo smeriglio era un prodotto principale delle esportazioni greche.
Nel percorso da Apiranthos a Mutsuna, si ha l’occasione di seguire il corso dell’ “Aerea” cioè della ferrovia aerea che trasportava lo smeriglio dalle gallerie della scavatura, tra le montagne, fino alla banchina di imbarco nel porto di Mutsuna. La ferrovia aerea delle miniere di smeriglio di Nasso è tra i massimi monumenti industriali della Grecia.
Nei nostri tempi, Mutsuna rappresenta soprattutto una destinazione turistica che può anche essere il centro per l’ulteriore esplorazione delle coste ad Est ed a Sud-Est di Nasso con le spiagge bellissime e relativamente vergini ancora e il paesaggio meraviglioso che unisce le montagne al mare e dirimpetto le piccole Cicladi emerse dalle acque.

Sofia Katsourou



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