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Galini

È uno dei piccoli villaggi agricoli di Nasso che secondo il censimento del 2001 conta 192 abitanti, a distanza di soli 6km da Hora e sull’asse stradale del Nord Hora-Apollonas. Costruito sulla parte occidentale della valle di Engares, in forma di anfiteatro sulle rocce, con rispetto della tradizione e della terra fertile e preziosa dei campi. Brilla dai colori e dalla pulizia. Ogni casa dispone di un piccolo giardino individuale.

La vecchia denominazione di Galini era Achapsi, con cui era designato come insediamento del Comune di Vivlos, provincia di Nasso (G.U. 22-18/12/1840). Fu nominato Galini nel 1955. È il villaggio delle nuove famiglie, della gente giovane, con una scuola elementare a due insegnanti e con 20 allievi. Rispettano religiosamente le tradizioni ed usi del villaggio. Centro delle attività è la scuola e l’unico caffè.

A Pasqua si montano “perifànes” per l’epitaffio, mentre i maskoula cioè i petardi annunciano con chiasso la Risurrezione di Cristo. A ferragosto il villaggio festeggia. La vigilia si ha la processione dell’ epitaffio della Madonna e il giorno della festa si organizza nella scuola la grande sagra. Il 29 agosto si festeggia il San Giovanni Digiunatore che segnala la fine dell’estate. Il giorno prossimo partono per Atene gli ultimi villeggiatori. Il primo febbraio il villaggio festeggia di nuovo (San Trifon) il padrone dei contadini. In carnevale, i cordellati o fustanelades, come si dicono nel villaggio, donano un atmosfera singolare e festeggiante.
Nel villaggio non c’è qualche negozio che offra i prodotti tradizionale del luogo. Ma il visitatore non deve rifiutare una gentile offerta di formaggi, arance, fichi, albicocche, limoni, nespole, vino, olio d’oliva, tomate od altri. Il visitatore può trovare un albergo per vacanze serene e particolari, nonché una taverna per mangiare.

Davanti al villaggio si estende la pianura con gli orti strapieni di alberi fruttiferi, ortaggi, vigneti, oliveti, ecc. Le coltivazioni sono riparate dal vento con i tradizionali frangiventi di canna. In ogni orto il visitatore può vedere il pozzo e il tavolo di pietra, nonché le minuscole casucce contadine accanto alla cisterna, sotto l’ombra di un fico o moro. Ci si può trovare tutte le coltivazioni, da quelle moderne a quelle tradizionali. È la pianura a cui si riferisce il sommo autore Nikolaos Kazantzakis quando parla delle sue vacanze estive, nel suo libro libro “Anaforà ston Greco” (“El Greco e lo sguardo cretese”).

Da Galini parte la strada che finisce alla spiaggia di Ammitis. A centi metri dal villaggio, a destra, si trova la chiesa della Madonna Attaliotissa. Dopo circa 500 metri, a sinistra, ben nascosto in una forra, si trova il monastero dell’ Alta, costruito dal greco ortodosso Jacopo Cocco nel 1660. Si tratta di un monastero-castello forse il più tipico di Nasso, grazie alla particolarità della sua torre ciclica sulla parte S-O, elemento singolare rispetto ai fabbricati analoghi sparsi su tutta l’isola. La sobrietà ed austerità esterna dell’ architettura della torre è seguita dalla plasticità dei volumi all’interno. La torre dell’ Alta è privata e visitabile, dietro un biglietto di euro 3,5.

Alla fine della strada, dopo 1200 metri, finisce anche la pianura di Engares. Lì si trova il notevole igrotopo confinato dal mare con la spiaggia sabbiosa di Ammitis (area di 500 metri); si tratta di una spiaggia libera da mondanità, taverne e 4x4. Quando i meltemi soffiano la spiaggia è ideale per wind serfing e veramente singolare per notti romatiche senza luna!

Nikos D. Kritikos



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